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Artisti, Musicisti e Scrittori
Fin dal XVI. secolo vivono e lavorano a Dresda artisti da tutta Europa, chiamati dalla Corte e attirati dal prestigio e dal fermento artistico della Corte Sassone. Così giungono artisti dall'Italia per realizzare le decorazioni esterne del Castello Rinascimentale nella difficilissima tecnica dello sgraffito.

Maestri del suono
Le opere del "padre della musica tedesca" Heinrich Schütz sopravvivono in particolare nel repertorio del famoso coro della Kreuzkirche. Non solo Dresda vanta con la "Sächsische Staatskapelle" (Cappella di Stato) e la Filarmonia due corpi orchestrali tra i più antichi del mondo, bensì anche la presenza di numerosi musici e musicisti che in ogni epoca hanno trovato una corte molte amante della musica.
Il compositore Johann Adolf Hasse, da Mozart definito "il padre della musica" soggiornò dal 1731 al 1760 a Dresda insieme alla moglie, la famosa mezzosoprano Faustina Bordoni. Nella sua funzione di Maestro di Cappella influenzò e migliorò l'eccezionale qualità artistica della Cappella di Corte. Johann Sebastian Bach, maestro della fuga, sogna un incarico come Maestro di Cappella a Dresda, ma la Corte sceglie Hasse. Troverà la sua fortuna invece a Lipsia. Per Bach Silbermann costruisce l'organo nella Cattedrale. Carl Maria von Weber, considerato il creatore dell'Opera Nazionale Tedesca, visse a Dresda dal 1817 il periodo più creativo della sua vita. Clara e Robert Schumann erano frequenti ospiti in città e trascorsero i loro giorni più belli nella casa del padre die Clara, Friedrich Wieck a Loschwitz. Richard Wagner, dal 1842 Maestro di Cappella a vita del Teatro di Dresda, compone nella sua casa a Graupa opere come il "Tannhäuser" il Lohengrin", concepisce "I Meistersinger" e parti del suo ciclo dei "Nibelungi".

Maestri dei volumi
Architettura, arte e musica fioriscono soprattutto in quel che viene anche chiamato il "Barocco Augusteo", ma anche successivamente rinomati artisti europei sono al servizio dei principi e della loro corte.
Matthäus Daniel Pöppelmann, è l'eccellente architetto che realizza lo Zwinger affiancato dal maestro della scultura Balthasar Permoser per gli elementi decorativi, ma anche tantissimi atri importanti edifici e progetti commissionatigli da Augusto II. Dal 1726 George Bähr realizza la straordinaria Frauenkirche con la cupola a forma di campana, che diventa fin dal 1743 uno dei più importanti motivi pittorici della città. Quasi contemporaneamente Gaetano Chiaveri iniziava i lavori della Cattedrale, riccamente decorati dalle statue appositamente create da Lorenzo Mattielli. Un secolo più tardi Gottfried Semper realizza la Galleria e il Teatro dell'Opera, ma anche la Sinagoga, distrutta nel 1938.

Maestri delle Arti Figurative
La Corte Sassone ha sempre fornito ricchi motivi pittorici: il pittore francese Louis de Silvestre ce ne dà una ricca testimonianza grazie ai suoi innumerevoli ritratti del Principe Elettore e Re di Polonia, Johann Alexander Thiele ci incanta con romantici paesaggi della vallata dell'Elba. Bernardo Bellotto, detto il Canaletto, soggiorna a Dresda ben 11 anni in veste di pittore di corte. Ne danno ricca testimonianza le sue straordinarie vedute di Dresda, ma anche di Pirna e altre cittadine dei dintorni di Dresda. Altri artisti si adoperano nell'acquisto di dipinti per la ormai famosa Collezione di Augusto III. Nel 1755 Joachim Winckelmann, ispirato dalla presenza delle Collezioni Chigi e Albani pubblica qui il suo trattato "Pensieri sopra l'imitazione delle opere greche nella pittura e nell'arte figurativa", segnando così l'inizio di un nuovo discorso artistico che si allontana dal linguaggio formale del rococò e dà inizio all'epoca del classicismo. Nella seconda metà del 18mo secolo l'Accademia delle Belle Arti acquista particolare importanza, diventando ben presto una delle più importanti d'Europa. Gottfried Semper, Ludwig Richter, Caspar David Friedrich e Ernst Rietschel, ma anche Oskar Kokoschka, Otto Dix e il gruppo del movimento "Die Brücke" sono solo alcuni dei personaggi che hanno dato impulsi decisivi allo sviluppo artistico ed architettonico a Dresda. La presenza di artisti non ha mai conosciuto interruzioni, neanche quando il regime nazionalsocialista mise al bando alcuni dei maggiori esponenti dell'espressionismo come "arte degenerata".

Maestri dei Preziosi
Con la fondazione della "Kunstkammer" viene creato a Dresda un vero e proprio "scrigno dei tesori":regali principeschi, omaggi diplomatici e oggetti acquistati per il gusto del bello. I principi elettori, appassionati collezionisti, come pochi altri hanno promosso le arti, dall'arte orafa all'arte scultorea, all'architettura. Fin dal Rinascimento faceva parte dell'educazione dei principi l'esercitazione con le arti. Molti artisti dell'epoca realizzavano i loro capolavori per la Corte di Sassonia. Ma mai come nel periodo di Augusto II. si sviluppa l'arte orafa in Sassonia: il maestro orafo e gioielliere di corte Johann Melchior Dinglinger crea nella sua bottega opere di oreficeria di bellezza e preziosità tale da non avere eguali al mondo.

Maestri della Parola
Da sempre la particolare atmosfera della città ha attirato e ispirato poeti e letterati. Tra il 18. e 19.secolo Dresda diventa uno dei centri della letteratura tedesca., soprattutto del romanticismo letterario. Nei salotti di Gottfried Körner a Loschwitz e poi di Ludwig Tieck si incontano i grandi protagonisti del tempo. Schiller termina durante il suo soggiorno da Körner il suo poema "Don Carlos". Goethe soggiorna almeno quattro volte a Dresda. Lo stesso Re Giovanni contribuì alla fama di Dresda con la sua traduzione commentata della Divina Commedia di Dante Alighieri in terzine tedesche. A Radebeul il romanziere Karl May crea i suoi personaggi Winnetou e Old Shatterhand che ancora oggi entusiasmano grandi e bambini.
Erich Kästner, saggista ed autore di libri per ragazzi, da una splendida immagine di Dresda nel suo libro "Quando ancora ero bambino". La città lo ricorda oggi con un museo virtuale nella villa dello zio all'angolo di Albertplatz, uno dei luoghi della sua infanzia. Victor Klemperer, romanista ed ebreo, rievoca nelle sue memorie le immagini della città e della cultura lacerata dalla guerra. Una tradizione che la città mantiene ancora oggi è quella di affidare ogni anno ad uno scrittore o saggista il ruolo di "Stadtschreiber" (scrivano cittadino), invitandolo a soggiornare per un anno a Dresda, documentadola in scritti e saggi.

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