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LA FRAUENKIRCHE
Nonostante i lavori per la sua ricostruzione dovrebbero concludersi solamente nel 2006, in occasione
dell'ottavo centenario di Dresda, la Frauenkirche (Chiesa di Nostra Signora) è giá considerata da
molti il simbolo di questa città.
Situata nel bel mezzo del centro storico, con la sua cupola di ben 23,5 m di diametro era parte
integrante dello scorcio che è valso a Dresda il nome di "Firenze dell'Elba".
La sua edificazione comincia durante il regno di Augusto il Forte, nel 1726, e si può considerare
definitivamente terminata nel 1743, quando viene posta la croce sull' imponente cupola autoportante
di ben 23,5 m. (anche se la chiesa venne consacrata già nel 1734).
Questo capolavoro dell'architetto George Bähr viene subito considerata non solo il simbolo di Dresda,
ma anche il massimo rappresentante dell'architettura sacra protestante.
La sua pianta era a croce greca con un ampio stanzone centrale in corrispondenza della cupola,
e il suo inconfondibile profilo è riconoscibile in molti quadri del Canaletto conservati nella
Gemäldegallerie Alte
Meister dello Zwinger.
La sua posizione, vicina alla Hofkirche, è da sola testimonianza della tolleranza religiosa della
famiglia imperiale dei Wettin, che pur essendo cattolica permise alla grande comunità protestante di
Dresda la costruzione di un edificio adatto a rappresentarla.
Non furono, come molti credono, i feroci bombardamenti del 13 e 14 Febbraio 1945 a radere al suolo
la Chiesa, bensì il violento incendio che ne seguì. Gli otto pilastri che sostenevano la cupola infatti
la mattina del 15 Febbraio si spaccarono facendo ripiegare l'edificio su se stesso.
Le rovine della Frauenkirche vennero subito considerate il più eclatante simbolo della distruzione di Dresda,
un monumento di guerra che per il regime della DDR ricordava le vittime della "barbarie imperialistica".
La sua ricostruzione fu a lungo argomento di discussione dopo la caduta del Muro: le rovine dovevano
rimanere come testimonianza di guerra oppure bisognava ricostruire la Chiesa? Alla fine prevalse quest'ultima
corrente di pensiero, nel 1993 cominciarono gli scavi e il 27 Maggio 1994 venne simbolicamente posta la prima
pietra che dava il via alla ricostruzione.
Si tratta di un lavoro enorme: sono stati eseguiti dettagliati studi del crollo che hanno permesso di localizzare
le pietre originali che verranno integrate nella costruzione, queste sono state tutte schedate, numerate e fotografate
al fine di ricostruire fedelmente ogni dettaglio. Si può ben immaginare quanto sia costosa un'opera del genere,
per finanziarla oltre a delle campagne di marketing gli ideatori del progetti si sono ingegnati per incitare tutti
a contribuire alla ricostruzione. Sono così sorti numerosi comitati per la ricostruzione, anche all'estero, questo
testimonia quanto questo progetto stia a cuore non solo agli abitanti di Dresda.
Il 21 Agosto 1996 è stata inaugurata la cripta, che ospita l'altare monolitico dello scultore inglese Anish Kappor
e le spoglie dell'architetto Bähr, e che oggi viene utilizzata per allestire concerti e spettacoli in favore della
riedificazione.
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